Erawan, il cuore spezzato di Bangkok

  Erawan è stato il primo posto che abbiamo visitato a Bangkok, il giorno del nostro arrivo (domenica). Era vicino al nostro hotel ed era già sera, ci è sembrato il punto giusto da cui cominciare la nostra esplorazione della città.

Il posto mi è piaciuto subito tantissimo: era ricco di spiritualità, nonostante fosse in mezzo al caos più totale, tra eleganti centri commerciali, hotel di lusso e arterie del traffico molto congestionate. In quell’angolo la gente andava per pregare, accendere incensi e candele, offrire collane di fiori. Era un angolo avvolto di profumi, di fiori, candele e incenso, che sovrastavano il puzzo dei gas di scarico. E anche il santuario era bellissimo, splendente, così insolito ai miei occhi che per la prima volta incontrano il Sud-Est Asiatico.

Quando la bomba è esplosa, lunedì sera, non eravamo lontano da li, stavamo bevendo un frullato in un locale a 500 metri di distanza, poco prima di tornare in hotel.

Il mio primo pensiero è andato immediatamente alle vittime: persone che erano lì per pregare, per offrire doni e cercare protezione e invece hanno trovato la morte. A due giorni di distanza ancora non mi capacito dell’orrore, dell’ingiustizia, del non-senso. 

Da Bangkok siamo scappati subito, siamo arrivati ad Ayutthaya, bellissima e tranquilla. Oltre al dolore per l’accaduto, mi resterà per sempre il rimpianto per non essere riuscita a visitare Bangkok, così affascinante e multiforme.

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