Malta: l’isola dei fiorellini gialli (giorno uno)

Malta mi ha conquistata subito. Appena scesa dall’aereo, mentre l’autobus ci portava a La Valletta, ero già innamorata dell’isola, tutta ricoperta di margheritoni gialli, tanto che per noi è diventata l’isola dei fiorellini gialli.

stradina a Valletta
stradina a Valletta

Anche La Valletta mi è piaciuta immediatamente, appena preso possesso del nostro appartamento a pochi metri dalla co-cattedrale, al quarto piano, con terrazzo e vista sui balconi di legno.

Ho amato le sue stradine su e giù, le piazze spaziose coi tavolini all’aperto, gli affacci sul mare, i balconi di legno colorato, il suo profumo di primavera.
La Valletta si gira facilmente in poco tempo: noi abbiamo voluto seguire un itinerario a piedi consigliato dalla Lonely Planet, ma va benissimo anche gironzolare a casaccio, passando da un vicolo all’altro, entrando nelle chiese per ammirarne i ricchi decori, tra cui la Chiesa di San Paolo del Naufragio, che conserva una pregevole statua del santo e anche qualche sua presunta reliquia (mi scusino i credenti, ma a me la faccenda delle reliquie fa sempre tanto ridere, forse anche perché ricordo una storia di truffe sulle reliquie narrata con molto umorismo da Sebastiano Vassalli ne La Chimera).

La co-cattedrale poi, stordisce addirittura per la ricchezza dei suoi decori interni e non c’è niente che possa preparare alla differenza con la sobria facciata. E se tanto tripudio può stuccare (dopo un po’ ero sopraffatta), di tutto mi ha ripagata la vista dei due Caravaggio conservati nell’oratorio. Credo di averli ammirati a bocca aperta, stregata dall’emozione che sanno ancora trasmettere quei dipinti.

Vittoriosa vista dal taxi d'acqua
Vittoriosa vista dal taxi d’acqua

Vittoriosa, se possibile, mi è piaciuta ancora più di La Valletta. La sua tranquillità mi ha conquistata. Ci siamo arrivati con il taxi d’acqua, la navigata è piacevole. Avrei voluto fare anche una minicrociera nel porto, ma non ce n’è stato il tempo. Vittoriosa è piccola, fatta di vicoli silenziosi e bei palazzi cinquecenteschi curati. Avrei voluto passarci la serata, ma i ristoranti sono pochi, alla fine abbiamo preferito rientrare a Valletta.

A proposito di cucina, non abbiamo provato quella tradizionale maltese, che prevede coniglio e maiale: alimenti non adatti ad una vegetariana. Per il resto la gastronomia è quasi del tutto in mano ad italiani: a Malta si mangia praticamente come da noi, anche a colazione e anche

stradina a Vittoriosa
stradina a Vittoriosa

il caffè è l’espresso italiano. Avrei assaggiato volentieri anche il caffè maltese, profumato di spezie, ma mi è stato offerto in un momento in cui sognavo solo acqua e quindi ho rifiutato. Abbiamo invece provato i dolci: dei biscotti ripieni di datteri o fichi, che ho adorato. Si comprano in chioschetti all’aperto e sono anche piuttosto convenienti, non fateveli sfuggire se avete occasione di capitare sull’isola.

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2 pensieri su “Malta: l’isola dei fiorellini gialli (giorno uno)

  1. io non sapevo assolutamente niente di Malta finché non abbiamo deciso di andarci. pensavo fosse un’isola solo per fare mare e invece nasconde un sacco di tesori interessanti ed è davvero bella. a breve nuovi post sul nostro viaggetto 🙂

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