Un mondo che non c’è più 



Quando mi chiedono quale sia stato il viaggio più bello che ho fatto rispondo sempre la Libia. Leptis Magna, deserta e gigantesca, affacciata su un mare cristallino è un luogo che non potrò mai scordare. Allora penso anche a quanto sono stata fortunata ad andarci quando era possibile, in quella breve finestra di tempo in cui è stata aperta al turismo ed era ancora incontaminata e piena di meraviglia.

Ora vedo le immagini di Tripoli in televisione e ripenso all’arco di Marco Aurelio e a una città tranquilla che non esiste più, devastata da una guerra crudele e orribile.

Ci pensavo proprio l’altra sera e mi è tornato in mente l’autista del nostro pulmino, giovane, timido e gentile, sempre con quella musica che mi pareva una versione araba dei neomelodici, non parlava altre lingue oltre la sua, ma vi piaceva così tanto. Ora che sono passati quasi dieci anni mi chiedo che fine avrà fatto, se sia ancora vivo in quella situazione così orribile e se sia ancora timido e gentile o se si sia trasformato in uno di quei carnefici che creano le guerre.

Nessuno mi potrà rispondere.

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